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Dipartimento di Progettazione dell'Architettura
CrossingLab
Crossing Research On Site Specific/INnovation/Globalization - workshop
ABSTRACT
Perché un nuovo Laboratorio di ricerca
E’ costituito, nell’ambito del Dipartimento di Progettazione dell’Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, un nuovo Laboratorio di Ricerca con lo scopo di lavorare sulle trasformazioni dell’ambiente e del territorio nella contemporaneità, in un contesto di complessità reale; il rapporto luogo/progetto – con particolare riferimento al carattere di innovazione e sperimentazione sia per quel che concerne le implicazioni disciplinari che per quelle extradisciplinari nel contesto nazionale ed internazionale – è in tal senso il fine principale di CROSSING.
MOTIVAZIONI
Contemporaneità come “radicamento nell’assenza di luogo”? (Franco Rella, Limina)
Nell’evidenza delle imbarazzanti situazioni su scala locale – assumendo il ritardo italiano come tema per riflessioni operative in contesti internazionali (prioritariamente in ambito EU, ma non soltanto) – risulta centrale, ed urgente, indirizzare la ricerca progettuale fondata sullo specifico disciplinare verso una rigenerante modalità relazionale con pratiche e realtà contermini (dalla public art, all’ecoarte, alle nuove sensibilità ambientali, alle scienze umane, all’effimero delle performing arts e della musica, all’immateriale delle reti e dell’ICT, alle iperstrutture delle grandi opere, tutto considerando anche sub specie oeconomiae, etc.); ciò al fine di indagare nel farsi del progetto i processi contemporanei di trasformazione dei contesti identitari, che possono essere in tal modo calibrati e misurati in base ad una riconosciuta specificità di luogo (Site Specific Design); quanto sopra, sia trattando interventi ex novo (anche effimeri), sia per casi di riuso e trasformazione dell’esistente, con necessaria assunzione del significato progettuale profondo dei frammenti di storia e memoria.
TEMATICA GENERALE
L’architettura non ha nulla a che fare con gli stili (Le Corbusier, Vers une architecture).
L’attuale prassi delle trasformazioni ambientali e territoriali tende ad uniformarsi “stilisticamente” per mezzo di un “linguaggio” dominante, indifferentemente dalle specificità dei contesti umani, architettonici e di paesaggio; marginalizzata anche la stagione del “regionalismo critico”, il risultato attualmente indotto dai processi di globalizzazione, che vengono quasi sempre interpretati all’insegna del riduzionismo più efferato, è soprattutto la negazione delle molteplici identità dei luoghi: senza più riferimenti di scala (anche per la pervasiva azione delle grandi reti, che vanno dalla distribuzione commerciale alle infrastrutture e relativi sistemi intermodali) ambiente (compreso quello domestico) e territorio sono continuamente sottoposti ad un consumo non sostenibile per la propria natura di risorsa a rinnovabilità limitata. Inoltre il rapido diffondersi di un improbabile star system legato alla produzione architettonica e di design – fondato sia sull’ipertrofia dei meccanismi mediatici di comunicazione d’immagine, sia su pratiche di lobbing spesso al limite del lecito – contribuisce a produrre, mutuato particolarmente in Italia da una committenza rarissimamente all’altezza della situazione, risultati autoreferenziali e di poca sostanza. Paragonate da parte di innumerevoli arguti critici dilettanti le trasformazioni territoriali al prét-à-porter della collezione stagionale, tutta la questione viene ricondotta a griffes, con argomentazioni very fashion-like: così tutto è di consumo, e le opere realizzate corrispondono soltanto ad immagini, spesso trendy, in pratica vecchie appena nate, proprio perché legate espressivamente ad uno stile, possibilmente world-wide e dominante. Da posizione antagonista, CROSSING intende indagare con strumentario tipicamente progettuale anche le tematiche più generali dell’economia di rapina o di brevissimo periodo per le loro implicazioni complesse e cogenti nella trasformazione dell’ambiente di vita di donne e uomini.
SOSTENIBILITA’
Un progetto può cercare la sostenibilità (ambientale, energetica, di risorse) quando è sostenibile esso stesso, cioè non brucia più di quanto produce
CROSSING produce ricerca direttamente o su commissione nell’ambito delle tematiche sopra individuate; per le finalità di cui sopra può attuare partnership sia con strutture di ricerca in ambito UNIFI che con altre strutture di volta in volta individuate (anche in convenzione), promuovendo attività di fund-raising prioritariamente in ambito Comunitario quindi internazionale. L’attività di ricerca progettuale a carattere formativo può prevedere attività di tirocinio, oltrechè di borse di studio nelle varie forme.
OBIETTIVI SPECIFICI
Per quanto sopra, sono obiettivi precipui di CROSSING:
- svolgere attività di ricerca – prioritariamente applicata e finalizzata con case-study, progetti-pilota, concorsi di progettazione e consimili modalità attuative – sulle tematiche di cui sopra;
- promuovere, nel fare, pratiche di diffusione ed internazionalizzazione della ricerca attraverso la creazione di network a dimensione e densità variabili con forme di partenariato aperto, prioritariamente tramite accordi di collaborazione e convenzioni con specifiche realtà sperimentali e/o consolidate;
- mettere in valore le best practices ovvero, particolarmente attraverso il network, i processi di sussidiarietà e partecipazione, nonchè – ove possibile – il livello di interazione e dialogo tra locale e globale;
- sviluppare, sempre in modalità applicata attraverso la messa a punto e l’impiego di strumenti tecnico-disciplinari legati al progetto di architettura, la potenza del “sapere sui bordi”, praticando e rendendo fertili i confini con altre discipline artistiche, scientifiche o conoscitive, come sopra enunciato;
- curare la disseminazione e pubblicazione dei risultati del lavoro di ricerca svolto.
Prof.arch.Giacomo Pirazzoli (Responsabile), prof.arch.Francesco Collotti |
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